Vescovo

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Il vescovo, nel cristianesimo, è il responsabile (pastore) di una diocesi ed è considerato successore degli apostoli.

La parola viene dal greco επισκοπος, che significa "supervisore", "sorvegliante". Alcune chiese cristiane usano la traduzione invece della traslitterazione della parola greca, in corrispondenza di un servizio simile a quello dei vescovi cattolici.

Indice

Storia

L'episcopato è uno dei ministeri citati nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere di Paolo. Nel IV secolo Costantino dette ai vescovi lo "status" di funzionari dello Stato romano, attribuendosi lui stesso il titolo di "supervisore/vescovo per gli affari esterni alla chiesa cristiana". Fu lo stesso imperatore Costantino a convocare e presiedere il primo concilio ecumenico della storia, quello di Nicea del 325.

Da allora non pochi sono stati gli stati in cui il vescovo ha mantenuto questo "status" di funzionario pubblico. Tra questi possiamo ricordare:

Naturalmente non sono mancati nella storia momenti in cui i vescovi abbiano tentato di sottrarsi a questo stato di cose.

Per esempio, nell'ambito del così detto Sacro Romano Impero (di fondazione carolingia), e quindi anche nell'Italia medievale, questa lotta dei vescovi contro il potere statale viene definita lotta per le investiture.

Nel cattolicesimo

Nel cattolicesimo l'episcopato è il primo e più alto grado del sacramento dell'Ordine. Gli altri due, in posizione subordinata all'episcopato, sono il presbiterato (sacerdoti) ed il diaconato.

La chiesa-edificio da cui un vescovo esercita il suo magistero è detta cattedrale.

Ordinazione

Per la legittimità dell'ordinazione di un vescovo è necessario il benestare della Santa Sede, ma per la sua validità è sufficiente l'ordinazione da parte di un altro vescovo. Nei tempi moderni gli ordinanti sono di solito tre vescovi. In tempi recenti, hanno suscitato clamore l'ordinazione di quattro vescovi senza le dovute lettere pontificie da parte di mons. Marcel Lefebvre, nel 1988 (atto che si risolse in un scisma ancora in via di ricomposizione) e, nel 2006, da parte di mons. Emmanuel Milingo.

I requisiti richiesti sono: una buona reputazione, almeno 35 anni di età,(40 in Italia su decisione della CEI), una fede salda, spiccate virtù umane, devozione mariana, essere presbitero da almeno 5 anni, avere una laurea o quanto meno una dimostrata competenza in Sacra Scrittura, teologia o diritto canonico.

Alcuni simboli presenti durante l'ordinazione episcopale sono: la consegna del Vangelo, dell'anello, della mitra e del pastorale. La consegna del vangelo indica il dovere di annunciare la Parola di Dio, il pallio esprime il legame con il pontefice romano ed è riservato agli arcivescovi metropoliti (cioè a capo di una regione ecclesiastica), l'anello episcopale è simbolo della fedeltà all'impegno, la mitra (o mitria) è un richiamo allo splendore della santità verso la quale il vescovo deve aspirare, il bastone pastorale è un riferimento al ministero di pastore che il vescovo assume con la sua nomina.

Funzioni del vescovo nella Chiesa cattolica

Precisa il Codice di diritto canonico:

« I Vescovi, che per divina istituzione sono successori degli Apostoli, mediante lo Spirito Santo che è stato loro donato, sono costituiti Pastori della Chiesa, perché siano anch'essi maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto e ministri del governo »
(Can. 375)

Secondo questo testo, e secondo le linee comuni della teologia, il ministero o servizio del vescovo si sviluppa lungo tre direttrici:

  • Dimensione regale (governare, cioè servire): il vescovo è il responsabile dell'attività pastorale della comunità diocesana, il primo dei servitori del popolo di Dio.
  • Dimensione profetica (insegnare): il vescovo è il maestro nella fede del popolo di Dio a lui affidato, ha la funzione di insegnare con autorità la dottrina rivelata da Dio.
  • Dimensione sacerdotale (santificare): presiedendo la celebrazione dei sacramenti, è strumento di Dio per la santificazione del suo popolo.
Vescovo cattolico con insegne

Insegne Pontificali

All'anulare destro il vescovo porta l'anello, simbolo del suo rapporto sponsale con la chiesa che presiede, e sul capo il pileolo, volgarmente detto zucchetto.

Ordinariamente indossa anche una croce pettorale, solitamente in metallo, attaccata ad una catena o cordiglio.

Nelle celebrazioni eucaristiche il vescovo indossa sopra le spalle l'amitto, quindi il camice detto anche alba per il colore bianco, cinto ai fianchi da una corda ottenuta dall'intreccio di fili di cotone, chiamata cingolo, la stola, anch'essa fermata alla vita da un secondo passaggio del cingolo e la casula o pianeta. La croce pettorale è portata nella celebrazione della Messa sotto la casula e sotto la dalmatica (se usata). Sul capo pone il pilleolo o mozzetta sormontato dalla Mitria e nella mano sinista tiene il bastone pastorale, un lungo bastone in legno o metallo, che vuol ricordare il bastone del pastore: esso simboleggia il ministero di pastore di anime che il Vescovo riceve con la sacra ordinazione (il Vescovo può portare il bastone pastorale solo nel territorio della sua diocesi o amministrazione diocesana, il metropolita nell'ambito territoriale della sua metropolia - la diocesi metropolitana e le diocesi ad essa suffraganee. Nelle Processioni, Benedizioni Eucaristiche, Liturgie della Parola e amministrazione dei Sacramenti oltre che nella litugia delle Ore, indossa: amitto, camice, stola, croce pettorale e quindi il piviale.

Durante le visite pastorali e se presiede un rito senza celebrarlo, spesso anche nei giorni di Festa, il Vescovo indossa l'abito corale: un abito talare di colore paonazzo, con fascia e mozzetta di egual colore, sopra all'abito e sotto la mozzetta indossa il rocchetto, per ultima pone la croce pettorale legata ad un cordiglio di colore verde ed oro, alla cui estremità opposta alla croce si trova una nappa di eguali colori.

L'abito comune del Vescovo è una abito talare di colore nero, filettato in paonazzo (vescovo) ed in rosso (arcivescovo) con bottoni di colore del filetto, fascia paonazza e mozzetta filettata, sormontata dalla croce pettorale legata però da catena metallica (oro od argento), sul capo la mozzetta sempre di color paonazzo. Negli ultimi anni, dopo il Concilio Vaticano II è in uso anche il clergyman su cui pone la croce pettorale. Nel Rito Romano o latino è in uso da secoli il cosidetto abito in nigris ossia in nero: la veste talare nera, sacerdotale, con fascia e mozzetta nera, croce pettorale (con catena metallica), zucchetto paonazzo.

Ciascun vescovo ha uno stemma araldico la cui caratteristica è quella di essere "timbrato" con un galero di colore verde, e un numero di fiocchetti diverso a seconda del grado.

Gerarchia dei vescovi

Anche tra i vescovi stessi esiste una gerarchia: il grado più alto è quello di patriarca, a cui segue, nelle chiese cattoliche orientali, quello di arcivescovo maggiore; quindi gli arcivescovi metropoliti, che sono i vescovi a capo delle arcidiocesi metropolitane, sedi principali di una provincia ecclesiastica composta, oltre alla sede metropolitana, da una o più diocesi suffraganee. L'arcivescovo metropolita, oltre agli abiti episcopali comuni a tutti i vescovi, indossa il pallio che gli è proprio. Il pallio e il pastorale possono essere portati solo nel proprio ambito di giurisdizione. C'è inoltre da precisare che alcune sedi suffraganee sono comunque "arcidiocesi", non metropolitane. Il vescovo di tale sede suffraganea è dunque arcivescovo, senza essere metropolita e senza indossare il pallio.

In una diocesi grande possono essere nominati vescovi ausiliari per aiutare il vescovo residente. Se hanno diritto di successione vengono chiamati coadiutori, e succedono alla cattedra del vescovo residente.

Ad alcuni vescovi (anche latini) sono attribuiti il titolo di "Esarca" in riconoscimento di un'autorità più ampia, o di una tradizione illustre della propria sede episcopale.

I vescovi e gli arcivescovi hanno diritto all'appellativo di "Eccellenza Reverendissima", mentre ai Patriarchi di rito Orientale spetta quello di Beatitudine.

Aspetto collegiale

L'insieme di tutti i vescovi prende il nome di Collegio episcopale.

I concili ecumenici sono riunioni di tutti i vescovi del mondo per trattare temi di fede e di morale.

A livello locale i vescovi sono organizzati in conferenze episcopali su base nazionale. Le cariche della conferenza episcopale sono elettive e a scadenza determinata.

Voci correlate

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