Venezia

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Venezia
Panorama di Venezia
Venezia - Bandiera
Venezia - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Venezia
Coordinate: 45°26′15″N 12°20′9″E / 45.4375, 12.33583Coordinate: 45°26′15″N 12°20′9″E / 45.4375, 12.33583
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 414,4 km²
Abitanti:
270.012 20-11-2008
Densità: 650,88 ab./km²
Frazioni: nessuna (vedi sezione
Comuni contigui: Campagna Lupia, Cavallino-Treporti, Chioggia, Jesolo, Marcon, Martellago, Mira, Mogliano Veneto (TV), Musile di Piave, Quarto d'Altino, Scorzè, Spinea
CAP: 30100
Pref. telefonico: 041
Codice ISTAT: 027042
Codice catasto: L736 
Class. sismica: zona 4 (sismicità irrilevante)
Class. climatica: zona E, 2345 GG
Nome abitanti: veneziani 
Santo patrono: San Marco Evangelista [1] 
Giorno festivo: 25 aprile 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Venezia e la sua laguna
Venice and its Lagoon
Tipologia
Criterio (i)(ii)(iii)(iv)(v)(vi)
Pericolo Bene non in pericolo
Anno 1987
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia
« Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro. »
« Quando, Venexia mia
sopra i tetti de le tue case
una gloria de sol
xe sparpagnada
lassime dir, se
el paragon te piase,
che ti me par na bela tosa spenserada. »
(Eugenio Genero, poeta vernacolo veneziano e nonno di Hugo Pratt)

Venezia /veˈnɛʦːja/ (in veneto e veneziano Venesia[2] /veˈnɛsja/) è la principale città del Veneto e dell'Italia nord-orientale, capoluogo della provincia omonima e della regione Veneto. E' catalogata come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

La città è situata, insieme a numerose piccole isole, all'interno della Laguna di Venezia, nella parte nord-occidentale del Mare Adriatico. Il suo comune conta 270.012 abitanti [3], di cui 60.342 nel centro storico[4], 179.212 nelle municipalità di terraferma (Mestre-Carpenedo, Marghera, Favaro Veneto e Chirignago-Zelarino) e 30.458 nelle varie isole della sua laguna (Murano, Burano, Lido e Pellestrina).

Storicamente soprannominata "la Serenissima" o anche "la Dominante"[5], è stata per più di un millennio capitale della Repubblica di Venezia.

Indice

Generalità

« [...] quale Città unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita: Città ricca d'oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra saldi marmi fondata ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile e, meglio che dal mare ond'è cinta, dalla prudente sapienza dè figli suoi munita e fatta sicura. »

Sorge sulla laguna veneta nell'omonimo golfo e dista 28 km da Treviso e circa 30 da Padova. La città storica è sempre stata isolata dalla terraferma, finché nel 1841 cominciarono i lavori per la costruzione del ponte ferroviario per raggiungere la Stazione di Venezia Santa Lucia. I treni cominciarono ad arrivare a Venezia a partire dal gennaio 1846. Per poterla raggiungere in auto si dovette aspettare il 1933, quando Mussolini inaugurò il Ponte Littorio, successivamente chiamato Ponte della Libertà, lungo 4 Km, che collega Mestre a Piazzale Roma. Il territorio comunale comprende, oltre alla stessa città di Venezia e alle isole lagunari, un'ampia porzione di terraferma comprendente Mestre e Porto Marghera, con il suo vasto polo industriale. È la città con il più alto flusso turistico in Italia[6], 29.326.000 presenze in provincia nell'anno 2002, rispetto a Roma (19.486.000) e Firenze (9.540.000). Ha un flusso turistico abbastanza costante, anche se i periodi di maggior afflusso sono durante il Carnevale, e il periodo che va fra maggio e ottobre. La dichiarazione di patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO risale al 1987 e si estende oltre alla città storica anche a tutta la sua laguna.

Geografia

Venezia dall'alto.

La città di Venezia, divisa nei sei sestieri di Dorsoduro, Santa Croce, San Polo, San Marco, Cannaregio e Castello, si sviluppa su ben 118 isolette collegate da 354 ponti e divise da 177 tra rii e canali. È posta al centro della omonima laguna lungo la costa adriatica tra le foci del fiume Sile (deviato nell'antica foce del Piave) e dell'Adige, a 50 km circa dal delta del Po. Il fiume Brenta sfocia in laguna e collega Venezia con Padova. Il corpo principale di Venezia visto dall'alto ha l'aspetto di un pesce.[7]

Le isole della laguna veneziana

Il territorio lagunare di Venezia, oltre alla città, è punteggiato da numerose isole, molte delle quali ancora abitate e destinate nel tempo ai più svariati usi. Ricordiamo di seguito alcune di esse.

Clima

Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Venezia San Niccolò, Stazione meteorologica di Venezia Tessera e Stazione meteorologica di Venezia Mestre.
Alba a Venezia

Venezia risente del clima della pianura padana, per la vicinanza al mare mitigato nelle temperature minime invernali (3°C media) e nelle massime estive (24°C media). Si può considerare un clima di transizione tra il subtropicale ed il mediterraneo. Piovosità primaverile e autunnale, frequenti i temporali estivi. Difficilmente nevica a Venezia ma in inverno spesso gelano le parti più interne della laguna. L'elevata umidità provoca nebbie nei mesi freddi ed afa in quelli caldi. I venti principali sono la Bora (NE) dominante nei mesi invernali e primaverili, lo Scirocco (SE) in estate e, meno frequente, il Garbìn o Libeccio (SW).[10]

Ambiente

« Non si può concepire Venezia senza la sua Laguna, Venezia non potrebbe esistere senza la sua Laguna. Perché questo modello sociale e culturale unico sopravviva, si deve preservare, mantenere e gestire il suo patrimonio ambientale con la stessa attenzione di quanto si fa per il suo patrimonio culturale. »
(Michael Smart e Maria José Viñals, La Laguna di Venezia: zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar [11])

L'inquinamento dell'aria è un problema ben conosciuto e che coinvolge tutta l'area della pianura padana, anche se è praticamente inesistente il traffico veicolare nella città storica si registrano gli stessi livelli di particolato Pm10 che si registrano sulla terraferma.[12]

Il polo petrolchimico di Marghera genera una emissione di inquinanti nell'aria e nell'acqua della laguna. Una recente indagine ha rilevato le quantità per una serie di sostanze emesse in atmosfera distinte per settore di attività, leggiamo che in un anno (dati relativi al 1999) vengono emesse 23.000 tonnellate di ossidi di azoto, 27.000 t. di ossidi di zolfo, 1500 t. di particelle sospese e ancora metalli come 9 t. di ferro, 3 t. di rame, 1, 5 t. di piombo e così via.[13] Se in un primo tempo, all'inizio del '900, il polo industriale era visto come fonte di progresso e di benessere economico, nel corso dei decenni nella popolazione si è sviluppato un atteggiamento sempre più critico, fino a sfociare nel celebre, e tormentato, mega processo al petrolchimico che ha visto fronteggiarsi come parte civile i lavoratori e familiari di lavoratori del petrolchimico, le autorità civili (tra queste la Regione Veneto, la Provincia ed il Comune di Venezia insieme alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell'Ambiente) associazioni ambientaliste e sindacali contro ventotto imputati e responsabili civili le maggiori aziende chimiche (Edison, Enichem, Eni e Montefibre), il processo si è chiuso nel maggio del 2006 con la sentenza di Cassazione.[14][15][16]

La Vongola filippina (Tapes philippinarum), differente dalla Vongola verace italiana (Tapes decussatus)[17], detta in veneziano caparozzolo, introdotta nel mediterraneo negli anni settanta e recentemente diffusasi in laguna[18], ha influito sulle forme di pesca tradizionale, la pesca del novellame e la pesca della moeca; la moeca è il granchio in una fase dello sviluppo (ovvero, durante il cambiamento della muta) in cui mancano parti dure ed è completamente molle, è una prelibatezza gastronomica e la sua pesca, compiuta ormai da pochi, si svolge secondo una tecnica immutata da secoli, trasmessa di padre in figlio e che richiede una decina di anni per la formazione del pescatore[19] Negli ultimi anni si sono verificati episodi di criminalità legati alla pesca illegale di vongole in terreni inquinati[20] [21]

L' acqua alta a Venezia

Per approfondire, vedi la voce Acqua alta.
Acqua alta a San Marco

Con il termine di acqua alta sono indicati nella laguna di Venezia picchi di marea particolarmente pronunciati, tali da provocare allagamenti nell'area urbana. Il fenomeno è frequente soprattutto nel periodo autunnale-primaverile, quando l'alta marea arriva ad allagare buona parte della città rendendo difficili gli spostamenti per calli e campi

Il fenomeno dell'acqua alta è generato dalla combinazione di due fattori principali: un contributo astronomico che crea l'alternarsi regolare delle maree ed una causa meteorologica, l'ondata di bufera (storm surge in inglese), composta dalla combinazione di vento e pressione atmosferica sulla massa marina; l'alta marea da sola non genera l'acqua alta, è l'ondata di bufera che combinandosi con gli eventi di alta marea porta il livello dell'acqua ad alzarsi oltre i livelli normali ed in modo molto meno prevedibile. Il rialzo dell'acqua oltre il livello di marea è un fenomeno normale in un bacino chiuso come il mare Adriatico ed il vento che lo favorisce non è tanto la Bora comune a Venezia ma lo Scirocco che agisce in senso longitudinale su tutta la massa d'acqua dell'Adriatico.[22] L'apertura delle bocche di porto, aumentando i canali di scambio d'acqua tra laguna e mare, ha amplificato il fenomeno che nel passato era un evento straordinario per la città.

In caso sia prevista "acqua alta", la città è dotata di un sistema di segnalazione in grado di informare gli abitanti con un certo anticipo attraverso comunicazioni telefoniche e sirene, per permettere di predisporre in tempo l'occorrente per fronteggiare l'evento. Nei periodi di maggior frequenza del fenomeno a cura dell'Amministrazione Comunale è attivo un sistema di passerelle, ovvero di tavole di legno appoggiate su supporti in ferro che creano percorsi "asciutti" lungo i principali itinerari della città. Tali supporti sono garantiti fino ad un livello di marea di +120 cm, oltre i quali vengono rimossi in quanto alcuni tratti di "passerelle" inizierebbero a galleggiare. Quando l'acqua supera i +95 cm alcune linee di navigazione pubblica vengono limitate e/o deviate, in quanto i mezzi non sono più in grado di passare sotto il Ponte delle guglie, il Ponte dei Tre Archi ed il ponte ferroviario che scavalca il canale di Scomenzera. Se la marea raggiunge livelli più elevati, sono previste ulteriori riduzioni del servizio, fino al blocco totale dovuto all'impraticabilità degli imbarcaderi, ossia i pontoni galleggianti che costituiscono le fermate.

Allo scopo di contrastare il fenomeno dell'acqua alta, dal 2003 è in corso di realizzazione il progetto Mose che nell'intenzione dei progettisti permetterà la riduzione delle acque alte eccezionali grazie a barriere mobili costituite da un numero variabile di paratoie ancorate sul fondo delle bocche di porto della laguna, che verranno fatte emergere in caso di bisogno attraverso un sistema pneumatico che immettendovi l'aria ed espellendo l'acqua le porterà a galleggiare sfruttando il principio di Archimede. La fine dei lavori è prevista per il 2013 ed il costo dei lavori è stimato in 4300 mil€.[senza fonte]

Frazioni

Benché molte fonti riportino una precisa serie di frazioni di Venezia (Burano, Chirignago, Favaro Veneto, Giudecca, Lido, Marghera, Mestre, Murano, Zelarino), di fatto il comune non riconosce alcun centro abitato con questo titolo, come è infatti riportato nello stesso statuto comunale che parla invece di municipalità[23]. In realtà, il territorio è partito in numerosi centri di dimensioni più o meno grandi i quali mantengono ancora una certa specificità nei confronti sia del centro storico sia, talvolta, della conurbazione di Mestre. Di seguito è riportata la lista dei principali:

Storia

Gonfalone di Venezia


Questa voce è parte della serie
Repubblica di Venezia

Categoria: Repubblica di Venezia


Una carta tedesca di Venezia (1888)
Per approfondire, vedi la voce Storia di Venezia.

La laguna veneta si forma nel 800 a.C. circa da un precedente ambiente fluvio palustre [24], si suppone che in tale ambiente vi fossero insediamenti umani per la facilità di caccia e pesca.[25] La laguna veneta, prima dei romani, era già abitata da genti dedite alla pesca, alla produzione del sale, ai trasporti marittimi e alle altre attività mercantili connesse. Era snodo di intensi traffici commerciali che collegavano l'Adriatico con il centro e nord Europa.[26]

È certa l'origine romana di Chioggia, come di una più vasta centuriazione di tutta la fascia lagunare verificabile ora da foto al satellite[27] Nella stessa epoca era abitata Torcello ed Altino sulla strada che da Padova portava ad Aquileia.[28]

Secondo la Chronica Altinate scritta intorno al 1000 d.C., il primo insediamento a Venezia sulla Riva Alta (Rialto) avvenne il 25 marzo del 421 con la consacrazione della chiesa di San Giacometo a Rialto, sulle rive del profondo canale navigabile oggi Canal Grande. Gli abitanti della terraferma vi cercarono rifugio a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero dal V secolo, in particolare quella unna del 421.[29]

Nel VI secolo, sotto lo stabile governo del Regno degli Ostrogoti. Cassiodoro ci dà un dettagliato quadro della vita in laguna di quei tempi.[30]

Riuniti assieme con tutta l'Italia all'impero con la prammatica sanzione di Giustiniano del 554, i territori della Venetia sono nuovamente travolti sotto la spinta dell'invasione longobarda del 568, che vede il Patriarca di Aquileia rifugiarsi nella laguna di Grado, Rialto e gli altri insediamenti costieri popolarsi di profughi che abbandonano l'entroterra.[31]

Eretta nel 697 la Venezia a ducato dipendente dall'Esarcato di Ravenna, con capitale prima ad Eracliana, quindi Metamauco, a seguito della tentata invasione franca di Pipino (Carlomanno), nell'821 la più sicura Rialto diviene capitale del Ducato di Venezia, assumendo nel tempo il nome stesso del territorio e dello stato e diventando definitivamente Venezia.[32]

La vicinanza con l'Impero franco, il rapporto privilegiato con l'oriente Bizantino e contemporaneamente la distanza da Costantinopoli ne fece uno dei principali porti di scambio tra l'occidente e l'oriente, permettendo lo sviluppo di una classe mercantile dinamica ed intraprendente che nel corso di quattro secoli circa trasforma la città da remoto insediamento e avanposto imperiale a potenza padrona dei mari. Dalla conquista della Dalmazia con la spedizione di Pietro II Orseolo nel Mille sino alla Quarta Crociata, con conquista e il saccheggio della capitale bizantina, sotto la guida Enrico Dandolo, e alla fondazione dell'impero coloniale[33][34]

È annoverata fra le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi, a ricordo di ciò il leone di San Marco, emblema della Serenissima, appare nelle insegne marine della bandiera italiana.

Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), il quale vide, col passare del tempo, il suo potere sempre più vincolato da nuovi organi istituzionali. Molti Dogi, soprattutto prima dell'anno mille, si videro costretti a prendere i voti perché i cittadini li reputavano troppo bramosi di potere: alcuni vennero anche uccisi o abbacinati. All'apice della sua potenza, nel XIII secolo, Venezia dominava gran parte delle coste dell'Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l'Istria, molte delle isole dell'Egeo, Creta, Cipro, Corfù, ed era la principale potenza militare e tra le principali forze mercantili nel Medio oriente. Nel XV secolo il territorio della Repubblica si estendeva da Brescia all'Istria, e da parte dell'attuale provincia di Belluno, al polesine veneto.

Nel XVIII secolo Venezia fu tra le città più raffinate d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo. Il territorio della Repubblica Veneta comprendeva Veneto, Istria, Dalmazia, Cattaro e parte della Lombardia. Dopo oltre 1000 anni d'indipendenza, il 12 maggio 1797 il doge Ludovico Manin e il Maggior Consiglio vennero costretti da Napoleone ad abdicare, per proclamare il "Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia".

Con il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 la "Municipalità di Venezia" cessò di esistere e furono ceduti all'Austria il Veneto, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro, che andarono a formare la "Provincia veneta" dell'Impero Austro-Ungarico sotto Francesco II: gli Austriaci entrarono in città il 18 gennaio 1798. Nel 1848 partecipò attivamente ai moti rivoluzionari, sotto l'iniziativa di Daniele Manin. Nel 1866 entrò a far parte del Regno d'Italia. Il 21 ottobre del 1866 si svolse in Veneto il plebiscito che vide vincere il sì all'annessione all'Italia con il 99, 9% dei voti favorevoli dell'elettorato attivo (come riportato dalle fonti).

Etimologia del nome

Per approfondire, vedi la voce Venezia (regione).

Il nome - o toponimo - di Venezia (e le sue varianti: Venédia-Venétia-Venésia-Venéxia-Vinegia) significa luogo, o terra, o città dei Veneti.

Nella suddivisione amministrativa augustea dell'Italia del 7 d.C. il termine Venetia, insieme ad Histria indicava la X regione. I Bizantini chiamavano (Venetikà) in greco la Venetia maritima, fascia costiera da Chioggia a Grado[35].

A sua volta il nome latino deriva dall'etnico Veneti, attestato per diverse popolazioni antiche (oltre a quelle stanziate in Veneto, l'etnico compare in Asia Minore, in Illiria, in Bretagna e nel Lazio), che deriverebbe dall'indoeuropeo *wenet- ", indicante i conquistatori indoeuropei (secondo il Devoto); invece secondo le recenti e discusse tesi di Semerano, il termine "Veneti" deriverebbe dall'accadico enu e dal semitico ain ("fiume" ma anche "sorgente"), con il significato di "abitanti accanto al fiume o alla sorgente". Il termine è attestato come Venetkens (genti venete) in una lunga iscrizione in lingua venetica, su una stele paleoveneta ritrovata di recente a Villa Guiccioli di Isola Vicentina e conservata presso il Museo Archeologico di Vicenza.

Una particolarità del nome latino di Venezia è che esso è un pluralia tantum, si declina cioè al plurale Venetiae e non Venetia; questo forse perché la città veniva concepita come l'unione di più centri sorti sulle diverse isolette e poi fusisi insieme, o comunque costituita da una pluralità di elementi. Un meccanismo, questo, analogo a quanto avvenuto per i nomi di altre città, come Atene, chiamata Ἀθῆναι (Athénai; lat.: Athenae) perché costituita di più circoscrizioni, i demi. Nei documenti antichi la regione compariva, quindi, al singolare Venetia (Venetia et Histria, Venetia Maritima), ma quando ci si riferiva alla città si ricorreva invece al plurale: Venetiarum Civitas, Venetiarum ResPublica, Venetiarum Patriarcha.

Demografia

Abitanti censiti

Per una corretta lettura del grafico a fianco, è da segnalare che il 2 aprile 1999, dopo un voto referendario, è stato istituito il Comune di Cavallino-Treporti mediante lo scorporo del litorale a nord-est del centro storico. Pertanto a partire da quella data gli abitanti di Cavallino-Treporti (11.824 nel 2001) non rientrano più nel computo di quelli del Comune di Venezia.
L'età media della popolazione si attesta sui 47,10 anni di età. In questo senso, la differenza tra estuario (centro storico compreso) e terraferma non è più marcata come un tempo, visto che ora anche Mestre e Marghera (meno gli altri sobborghi) si stanno notevolmente spopolando, fenomeno che interessa sin dagli anni novanta un po' tutte le metropoli italiane [36].

A conferma del costante invecchiamento della popolazione, nel 2006 si sono contati 2.094 nati vivi (7,8‰) e 3.265 morti (12,3‰), per un saldo naturale di -1.216 unità (-4,5‰). Mediamente, si hanno 2,1 componenti per famiglia[37].

In 55 anni (1951-2006) il centro storico ha perso il 65 % circa della popolazione. Sempre nel 1951, la proporzione tra centro storico, estuario e terraferma era di 55:14:21, nel 2006 di 23:11:66[38].

Gli stranieri residenti, alla fine del 2006, erano 16.959 (il 6,3%)[39].

Principali monumenti

Leone di San Marco

Il cuore della città di Venezia è Piazza San Marco, per definizione l'unica a meritarsi il nome di piazza: le altre piazze sono chiamate infatti "campi" o "campielli". La Basilica di San Marco appare al centro della piazza, colorata d'oro e rivestita da mosaici che raccontano la storia di Venezia, assieme ai meravigliosi bassorilievi che raffigurano i mesi dell'anno. Sopra la porta principale, i quattro cavalli bronzei di Costantinopoli, (sono copie: gli originali sono nel museo di San Marco) ricordano la quarta Crociata del 1204. La sua forma a croce greca è sovrastata da cinque enormi cupole. È la terza Basilica dedicata a San Marco che sorge in questo luogo: le prime due andarono distrutte. Pare che questa versione sia stata ispirata dalla chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli. L'interno è rivestito di mosaici a fondo oro che raffigurano passi biblici e allegorici. Inizialmente, era la cappella dei Dogi della Repubblica di Venezia.

Il Palazzo Ducale sorge a fianco della Basilica: a unirli, la Porta della Carta, meravigliosa opera di Bartolomeo Bon, che oggi è l'uscita del museo di Palazzo Ducale. L'ingresso principale è sul lato che guarda alla laguna. Sede del governo della Serenissima, è stato costruito nel XV secolo con marmi d'Istria. Qui sorgeva un castello, poi dato alle fiamme per far uscire Pietro IV Candiano che vi aveva trovato rifugio durante una sommossa. Ora il Palazzo è un museo, con opere dei migliori artisti veneziani: la Biblioteca Sansovina, che si trova al suo interno, ospita delle mostre temporanee. Da vedere la Sala del Maggior Consiglio, che per secoli fu la più grande sede di governo del mondo, il Ponte dei Sospiri, le carceri e i Piombi.

Di fronte al Palazzo Ducale sorge il campanile di San Marco: costruito nel 1173 come faro per i naviganti, fu restaurato da Bartolomeo Bon nel XV secolo. Crollò il 14 luglio 1902 e venne interamente ricostruito. La loggetta in marmo rosso di Verona è un'opera di Jacopo Sansovino, e su di essa si trovano i bassorilievi che raffigurano allegorie con le imprese della Repubblica del Leone.

Un altro simbolo della città è il Ponte di Rialto: opera di Antonio Da Ponte, sorse nel 1591. Costituiva l'unico modo di attraversare il Canal Grande a piedi: infatti, rimase l'unico ponte fino al 1854, quando fu costruito il Ponte dell'Accademia. Sui lati del corpo centrale si trovano negozi di lusso mentre, alla fine del ponte, nel sestiere di San Polo, la pittoresca pescheria e la chiesa di San Giacomo di Rialto.

Altri importanti monumenti veneziani sono l'Arsenale, la chiesa di Santa Maria della Salute, la basilica di Santa Maria gloriosa dei Frari, le sinagoghe del Ghetto.

I canali principali della città sono il Canal Grande ed il Canale della Giudecca. Il primo taglia in due la città tracciando una "S", il secondo separa il centro storico propriamente detto dall'isola della Giudecca.

Chiese

Per approfondire, vedi la voce Chiese di Venezia.

Musei