Olbia

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Olbia
Panorama di Olbia
Olbia - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Stemma Sardegna
Provincia: stemma Olbia-Tempio
Coordinate: 40°55′0″N 9°30′0″E / 40.91667, 9.5Coordinate: 40°55′0″N 9°30′0″E / 40.91667, 9.5
Altitudine: 10 m s.l.m.
Superficie: 376,10 km²
Abitanti:
55.017 12-01-2010 
Densità: 146,28 ab./km²
Frazioni: Berchiddeddu, Murta Maria, Pittulongu, Rudalza-Porto Rotondo, San Pantaleo 
Comuni contigui: Alà dei Sardi, Arzachena, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Monti, Padru, Sant'Antonio di Gallura, Telti,San Teodoro
CAP: 07026
Pref. telefonico: 0789
Codice ISTAT: 104017
Codice catasto: G015 
Class. sismica: zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti: olbiesi od olbiensi 
Santo patrono: San Simplicio 
Giorno festivo: 15 maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Olbia (in sardo Terranòa /terraˈnoa̩/, in gallurese Tarranóa /tarraˈnɔːa̩/), è una città italiana di 55.017 abitanti[1], capoluogo, con Tempio Pausania, della provincia di Olbia-Tempio in Sardegna. È stata l'antica capitale del Giudicato di Gallura e la prima sede vescovile della Gallura (Diocesi di Civita - Ampurias sino al 1839). La città, una delle principali della Sardegna, è una realtà industriale e commerciale in piena espansione. Ha conosciuto negli ultimi decenni un rilevante aumento demografico ed uno sviluppo assai rapido della sua economia con il numero degli abitanti raddoppiato tra gli anni 1951 ed il 1981. Attualmente ne conta oltre 54.000, (nel 1964 erano 18.800). Il territorio comunale, con una superficie di 376,10 km², si pone al 24° posto tra i Comuni italiani per estensione.

Ricca di insediamenti turistici molto conosciuti, tra i quali Porto Rotondo e Portisco, è dotata di infrastrutture che ne fanno un polo turistico molto importante per l'intera Isola. Olbia è il motore economico della provincia e uno dei più importanti della regione. La città si è notevolmente espansa durante il suo sviluppo, dal nucleo storico del corso Umberto I, a causa di un notevole incremento demografico. I problemi di viabilità sono stati contrastatati con la creazione di una circonvallazione e delle sue relative sopraelevate, di un tunnel sottostante l'area del porto vecchio e di numerose rotatorie all'interno e fuori del centro urbano.

Indice

Storia della città

Tomba dei giganti di su monte 'e s'ape

Periodo prenuragico e nuragico

Frammenti di ceramica ed una caratteristica statuetta femminile rappresentante la Dea Madre, ritrovato a Porto Rotondo, fanno risalire al Neolitico Medio (4.000 – 3.500 a.C.) le prime testimonianze dell’uomo in territorio olbiense. Successivamente, durante il periodo Eneolitico, con ocra rossa furono raffigurate nelle pareti della grotta del Papa - sull’isola di Tavolara – delle figure umane schematizzate, risalenti al 2.700 - 2.500 a.C., mentre risale all’Età del Bronzo antico (1.800 - 1.600 a.C.) la tomba dei giganti che si trova a Su Monte de s’Ape.

Ma a partire dalla media Età del Bronzo, in concomitanza della diffusione in tutto l’Isola della originale civiltà nuragica, anche nel territorio di Olbia si riscontrano insediamenti nuragici, man mano sempre più numerosi: sono più di 50 quelli attualmente conosciuti e vanno dai nuraghi monotorre, ai villaggi, ai pozzi sacri, alle sepolture megalitiche tra questi i monumenti più importanti sono: il nuraghe Riu Mulinu a Cabu Abbas; il nuraghe Putzolu, nella omonima località, detto anche lu Naracu; il villaggio nuragico Belveghile, sul prolungamento della sopraelevata nord in direzione Arzachena; il nuraghe Mannazzu o Mannacciu, sulla Statale 127 in località Maltana; il Nuraghe Siana o Zucchitta, nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Enas; il nuraghe Sa prescione 'e Siana, su una altura che domina la piana di Olbia, vi si accede dalla strada vicinale di Aratena; il pozzo sacro di Sa Testa, risalente al periodo compreso tra l'VIII e il VI secolo a.C., strada per Golfo Aranci; la tomba di giganti di Su Monte 'e s'Ape, sepoltura megalitica collettiva ad alleè couverte originaria dell'età del bronzo antico (1600 a.C.) ma rimaneggiate in periodo nuragico, mancante della stele centrale, lungo la strada per Loiri.

Periodo punico

Dal VII secolo a.C. venne probabilmente frequentato per un breve periodo dai greci (secondo la tradizione greca citata da Diodoro, Strabone e Pausania) e precedentemente anche dai Fenici. Ma, contrariamente a quanto possa lasciar supporre l'origine del suo nome (Olbia deriverebbe dal greco Ολβιος/Olbiòs (felice)), le prime tracce di un vero insediamento urbano, databile tra il V e il IV secolo a.C., sarebbero, secondo gli ultimi ritrovamenti, da attribuire ai punici. I cartaginesi la cinsero di mura e di torri, edificando nella parte più alta un'acropoli con un tempio dedicato a Melqart.

La città punica occupava un'area compresa, ai giorni nostri, tra Via Asproni e Piazza Matteotti e parte delle antiche mura sono ancora visibili in Via Torino. Negli scavi archeologici, effettuati nell'aprile del 2007, è emerso parte dell'abitato punico nella centralissima via Regina Elena. Nel mese di luglio 2001, in via Nanni, era stato riportato alla luce parte del vecchio insediamento di epoca punica e romana, utilizzato dal IV al I secolo a.C. In quel periodo poi, nel 535 a.C., nelle acque comprese tra il Golfo e la Corsica, una flotta di sessanta navi focesi della colonia di Alalia si scontrarono con una flotta di navi etrusche e puniche, coalizzatesi per sbarrare la strada alla penetrazione greca nel mar Tirreno. Il violento scontro, conosciuto come la battaglia del Mare Sardo (o battaglia di Alalia), è ritenuto da molti la prima grande battaglia navale nei mari dell'occidente. Tra i momumenti di questo periodo s possono ricordare i resti delle mura puniche in via Torino ed in via Acquedotto, quest'ultime visibili attraverso due piramidi di vetro nella piazzetta di un complesso residenziale e i resti di un isolato punico in via Nanni e dell'acquedotto romano (I secolo);

Architrave del tempio dedicato da Atte alla Dea Cerere proveniente dalla città di Olbia che, attualmente, si trova nel camposanto monumentale di Pisa.

Periodo romano

Quando i Romani occuparono la Sardegna nel 238 a.C., la città non divenne solamente un centro commerciale, ma anche una importante base navale militare. Fu collegata con il resto dell'Isola da tre importanti arterie stradali utilizzate dalle legioni ma anche per il trasporto di ogni mercanzia. Riorganizzata sull'impianto punico, la città divenne il più importante centro della costa orientale sarda e dal suo porto (il più vicino alla penisola), partivano le navi cariche di materie prime verso la capitale. La città, il più importante avamposto romano della Gallura, fu minacciata nei primi anni della conquista romana, dalle incursioni dei, cosiddetti, Corsi della gallura e dai Balari del Montacuto, l'Olbia romana (talvolta trascritta sui miliari nella forma "Olvia" o "Olbi") stimava una popolazione di oltre 5000 abitanti ed era dotata di un foro, di strade lastricate, di terme pubbliche ed acquedotto (proveniente dal monte Cabu Abbas, dal latino caput aquarum). Vi risiedeva, inoltre, e possedeva vasti latifondi e una fabbrica di laterizi (riportanti il bollo Actes Aug[usti] l[iberta]), la liberta di Nerone, Atte, esiliatavi dopo il matrimonio dell'imperatore con Poppea. Al 304 d.C., sotto il regno dell'imperatore Diocleziano vi è attestato il martirio di San Simplicio, trafitto da una lancia e morto dopo tre giorni di agonia insieme ai suoi tre compagni Rosola, Diocleziano e Fiorenzo, e poi sepolto nella necropoli romana fuori dalle mura. In tale necropoli, durante gli scavi effettuati nel 1904, fu scoperto un tesoro contenente 871 monete d'oro di diverso taglio e portanti il marchio di 117 diverse famiglie romane. Da segnalare i ritrovamenti avvenuti nel 1999 nell'area del porto vecchio durante i lavori per la costruzione di un tunnel. In quell'occasione ritornarono alla luce 24 relitti di navi romane e medievali; furono i Vandali ad affondare alcuni dei relitti portando alla distruzione dell'abitato ed al crollo della città antica che comunque continuò a sopravvivere. Tra le vestigia del periodo romano sono importanti i resti dell'Acquedotto Romano in località Tilibbas, edificato tra il I e il II secolo per trasportare, su un percorso di 7 km circa, l'acqua delle sorgenti sulla montagna di Cabu Abbas alle terme della città antica; i resti della villa rurale romana di s' Imbalconadu, risalente al 150 a.C. circa nell'età repubblicana, lungo la strada per Loiri dopo il rio Oddone; il Parco di villa Tamponi; il Foro romano vicino al Municipio; i resti dell'acquedotto romano vicino al vecchio ospedale.

Scavi archeologici nel centro storico di Olbia

Periodo bizantino

La caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel V secolo, marca l'inizio di un lungo periodo di decadenza. La città romana cadde per un attacco compiuto dai Vandali dal mare; fu incendiata e distrutta insieme alle navi ormeggiate in porto. Il colpo subito fu terribile e alla fine del VI secolo la città appare con un nuovo nome: Phausiana; secondo alcuni storici questo nome è dovuto all'allontanamento dal nucleo originario verso la campagna, ma recenti studi ipotizzano che la Phausiana potesse essere ubicata nel colle di San Simplicio. Gli scavi e gli studi degli ultimi anni, fanno propendere, al contrario, per una continuità abitativa nel sito della attuale. La città non scomparve, subì, sicuramente una contrazione in termini demografici e come dimensioni.come testimoniano i relitti dei recenti scavi del tunnel. Di notevole importanza per conoscere meglio la storia di quel periodo sono gli scavi, iniziati nel 2006 per il rifacimento delle reti idriche nella zona prospiciènte il molo Benedetto Brin, da cui è emerso quello che, presumibilmente, doveva essere il foro, resti di templi monumentali e botteghe artigiane, che contribuiranno a conoscere meglio un periodo della storia della città. Un tratto di selciato di epoca tardo imperiale verrà preservato e integrato nell'arredo urbano. In questo periodo il porto della città non cessa di vivere e continua a commerciare anche se in modo ridotto rispetto all'età romana e punica.

Dall'VIII al XII secolo gli Arabi tentano la conquista della Sardegna attratti dalle miniere d'argento, ed e proprio in questo periodo di perdurante allerta che la Sardegna si separa dall'impero bizantino e si divide in quattro parti chiamati Giudicati (Cagliari, Torres, Arborea e Gallura). a questo perodo risale il Castello di Sa Paulazza, fortificazione sita in regione monte a Telti, sulla statale 127 a circa 5km dal centro abitato.

Basilica di San Simplicio

Periodo giudicale

Olbia, che ora si chiama Civita, ricopre il ruolo di capitale del Giudicato di Gallura, ed è menzionata per la prima volta con questo nome nel 1113. Tra la fine del XI e gli inizi del XII secolo, sotto il giudice Costantino, viene edificata la chiesa di San Simplicio, in stile romanico, l'edificio religioso di maggiore bellezza della Gallura. Nel 1296, morto il giudice Nino Visconti, citato da Dante nella Divina Commedia come Giudice Nin gentil, il Giudicato gallurese cade in mano pisana; per iniziativa dei pisani stessi venne quindi ribattezzata in Terranova (mentre il termine Civita rimarrà esclusivamente ad individuare amministrativamente la diocesi). Città murata (sulla porta principale verso terra vi campeggiava lo stemma giudicale), centro del potere religioso (la cattedrale extra-muros di San Simplicio realizzata sull'antica necropoli punico-romana in cui erano sepolti i resti di San Simplicio) e civile (il palazzo giudicale era probabilmente nel luogo della ex caserma della Guardia di Finanza in Corso Umberto, con cappella palatina presso la chiesa di San Paolo). Sul periodo giudicale, purtroppo le fonti sono poche e frammentarie. Citando Francesco Ignazio Mannu (nato a Ozieri il 18 maggio 1758 e morto a Cagliari nel 1839) "...S'isula hat arruinadu, custa razza de bastardos; Sos privilegios sardos Issos nos hana leadu, dae sos archivios furadu, nos hana sas mezzus pezzas et che iscritturas bezzas las hana fattas bruiare... Hanno rovinato l'isola questa razza di bastardi, i privilegi sardi li hanno portati via; hanno rubato dagli archivi i documenti più importanti, e come scritti inutili li hanno fatti bruciare..." a parte gli scritti di Dionigi Panedda poco è stato pubblicato sul giudicato di Gallura. Nel repartimiento de Cerdeña del 1358, Terranova, capitale giudicale, dopo un lungo periodo di guerre, rivolte e pestilenze, contava 132 capifamiglia soggetti al testatico , tale dato riferito ai contribuenti fa desumere su una popolazione di circa 800 abitanti, nello stesso periodo a Sassari erano attestati non più di 700 uomini in armi, circa 4000 abitanti. Alcune fonti riportano come parte della città fosse in rovina e che ne venissero prelevati i resti anche per l'erezione del complesso della Piazza dei Miracoli a Pisa, tra i quali l'architrave di un tempio dedicato a Cerere e il portale della stessa cattedrale di San Simplicio. I diritti storici della capitale giudicale restano comunque a Terranova. Il pesante vincolo pisano nella conduzione del Giudicato ne limitava fortemente l'autonomia. A questo periodo risale comunque il fortilizio del Castello di Pedres, di cui si hanno notizie tra il 1296 ed il 1388 realizzato probabilmente da maestranze pisane, un tempo costituito da due piazzali cinti da mura turrite, lungo la strada per Loiri. Altri iportanti monumenti del periodo medioevale sono: la Basilica di San Simplicio, realizzata tra l'XI e il XII secolo, monumento di maggior pregio della Gallura, al di fuori delle mura urbane, notevole testimonianza dell'architettura romanico-pisana e interamente realizzata in blocchi di granito da mestranze toscane e lombarde, è stata , sino al 1621, la cattedrale della diocesi di Civita; l'edificio di culto era originariamente circondato da un'ampia necropoli, utilizzata fin dal periodo punico IV secolo a.C.; la chiesa di San Paolo Apostolo, probabilmente risalente all'epoca bassomedievale ma pesantemente rimaneggiata nel XVIII secolo (un'epigrafe all'interno riporta l'anno 1747), nella parte più alta del centro storico della città, sorta sui resti di quella che forse era l'antica cappella palatina del palazzo dei Giudici di Gallura e precedentemente su un tempio di epoca punica e romana forse dedicato alla divinità Melqart-Ercole; La cupola maiolicata risale alla metà del XX secolo;

Periodo aragonese

Nel 1323 la Sardegna viene conquistata dagli Aragonesi e sotto questa dominazione vi venne istituito il regime feudale che comportò la disgregazione del Giudicato di Gallura, con il solo mantenimento dell'organizzazione territoriale in Curatorie (ribattezzate Incontrade): Terranova fu prima nell'omonima Signoria, poi della baronia di Terranova, e quindi Marchesato dal 1579. Di fatto XIII al XVI secolo la città decade lentamente per problemi legati alla mutazione dell'asse dei traffici marittimi, che spostandosi verso la Spagna, favoriva le città della costa occidentale sarda. L'insalubrità ambientale e la presenza della malaria, uniti all'esposizione a scorrerie piratesche ottomane ( nel 1553 il corsaro Dragut ne devasta il centro), causano la decadenza della città. Nella seconda metà del '500 la città è scarsamente abitata: nel 1559 a Olbia vengono attribuiti non più di 90 fuochi ( circa 360-400 abitanti ), alla fine del '600 appena 240 abitanti. Il processo di spopolamento delle coste avviene in concomitanza con il ripopolamento delle zone interne della Gallura, che beneficiano, anche, delle migrazioni di popolazioni in fuga dalla Corsica. Il declino di Terranova comportò nel 1568 l'accorpamento della sede vescovile prima a Castellaragonese (oggi Castelsardo) con la denominazione di "Civita e Ampurias" sino alla soppressione che avvenne nel 1839, con la nascita della diocesi di "Tempio-Ampurias". Nel 1614 il vescovo Giacomo (Diego) Passamar ordina una ricognizione dei resti dei martiri Olbiesi (Rosola, Diocleziano, Fiorenzo e Simplicio) i cui resti vennero traslati dalla cripta presso la cattedrale (fuori le mura) al centro nella chiesa di San Paolo dentro le mura di Terranova.

Periodo sabaudo

Ancora tra il 1826 e il 1828 Antoine-Claude Pasquin Valery nel suo "Voyage en Sardaigne" scriveva "Il villaggio marittimo di Terranova, insalubre, spopolato, non ha duemila abitanti, occupa il sito dell'antica e celebre Olbia. L'aspetto delle case è quello delle grandi fattorie, (...); Nella campagna, la chiesa di San Simplicio, che risale ai Pisani, è press'a poco abbandonata (...)", ma anche "Questa bella pianura di Terranova, un tempo tanto fiorente da contare dodici città e settanta comuni, così felicemente situata in riva al mare, riparata dalle montagne e con un così buon clima, potrebbe nutrire più di 50.000 abitanti; infatti possiede ancora tutti gli elementi dell’antica prosperità". Mentre il Generale Alberto La Marmora, nel suo celeberrimo "Itinerario dell'isola di Sardegna" scriveva: L’attuale paese di Olbia è costruito a filo, con una certa regolarità. Le strade sono parallele e tagliate ad angolo retto. Le case sono costruite come la chiesa di San Simplicio con cantoni di granito estratti sul posto o nei dintorni; questa roccia assume una colorazione rosata simile al più bel granito dei monumenti egizi. Ai viaggiatori europei dell'800, tra i quali John Warre Tyndale, il paese di Terranova appariva così: Le case, nessuna delle quali si presenta decente o pulita, sono per lo più fatte di granito ed imbiancate, quasi ad offrire un contrasto maggiore con la sporcizia generale ed il sudiciume che sta all’interno e attorno ad esse. Il processo demografico sì invertì solo nella seconda metà dell'800: la città che nel 1799 contava appena 2000 abitanti, viene rinominata, con regio decreto nel 1862, in "Terranova Pausania". Furono determinanti la riqualificazione del porto di Terranova (nel 1870, a cui contribuirono anche i comuni della Gallura) e l'arrivo della ferrovia (la linea Cagliari-Chilivani-Terranova venne inaugurata nel 1881, cui si aggiunse il prolungamento a Golfo Aranci), che portarono alla rinascita urbana del centro, che allora contava circa 3000 abitanti, in prevalenza pescatori (con una nutrita comunità di origine ponzese) e contadini. Tuttavia, le difficoltà dovute all'interramento della canaletta di accesso al golfo di Olbia, spinsero il generale La Marmora a proporre l'idea di costruire un nuovo porto presso Capo Figari, con la fondazione di un nuovo nucleo abitato chiamato "Olbia Nova". Nel 1880 il servizio regolare di linea (passeggeri e postale) per Civitavecchia mediante piroscafi venne spostato da Terranova alla vicina Figari (oggi Golfo Aranci), prolungandovi la ferrovia, lasciando alla prima il solo traffico merci e militare. Solo nel 1920, a seguito di una insurrezione popolare e delle incessanti battaglie parlamentari dell'on. Giacomo Pala, in seguito conosciuto come onorevole Terranova venne riattivato il servizio a Terranova, il che diede un impulso maggiore alla rinascita economica, commerciale e demografica del centro che era iniziata dagli ultimi anni del secolo precedente, mentre, a seguito dei lavori di ampliamento e banchinamento del porto, nel 1930 venne inaugurata la Stazione Marittima. A questo periodo risale la Villa Tamponi, edificata nel 1870 in forme neoclassiche con parco circostante; il Complesso dello Scolastico (scuole elementari) in Corso Umberto, realizzato nel 1911, nel quale avrà sede il nuovo municipio di Olbia; il Municipio, risalente all'inizio del XX secolo in forme liberty e neogotiche;

Durante il ventennio

Nel corso del periodo fascista con Regio Decreto del 4 agosto 1939 viene ripristinato l'antico nome romano (Olbia), le viene inoltre aggregata la frazione di San Pantaleo staccata dal disciolto comune di Nuchis e vengono realizzati regolari collegamenti aerei con la penisola a mezzo di idrovolanti. Il 14 maggio 1943 Olbia viene duramente bombardata dagli alleati, almeno 22 persone muoiono sotto le macerie del municipo e del centro. Insieme a Cagliari la città paga un alto tributo di sangue alla seconda guerra mondiale.

Piazza Margherita

Periodo contemporaneo

Bonificato il territorio e debellata la presenza della malaria, nel corso della seconda metà del XX secolo e in particolare dagli anni Sessanta la città è cresciuta economicamente e demograficamente sotto la spinta della scoperta turistica della costa nord orientale della Sardegna (Costa Smeralda, Arcipelago della Maddalena, Santa Teresa), della quale diviene il principale riferimento e centro di servizi. Il 31 agosto 2006 con Delibera Statutaria del Consiglio Provinciale, è stata formalizzata la scelta definitiva del capoluogo della Provincia di Olbia-Tempio: "La Provincia ha come capoluogo le città di Olbia e di Tempio Pausania" [2]. La Presidenza della Provincia, con il Presidente, la Giunta Provinciale e il Consiglio Provinciale con i propri organismi consiliari hanno sede in Olbia, ove vi è la sede legale, amministrativa principale ed operativa dell’Ente. Il comune di Olbia nel 2006 ha ottenuto dall' Eurispes il riconoscimento come comune d'eccellenza del sistema amministrativo italiano per capacità amministrativa e gestionale.

Olbia, Museo Archelogico Nazionale

Tra le più importanti opere pubbliche realizzate in questo periodo si ricordano: gli uffici ITAV e Caserma dei Vigili del Fuoco presso l'aeroporto di Olbia (1974), dell'arch. Francesco Cellini; la Chiesa della Sacra Famiglia, dell'arch. Vico Mossa; il Teatro sul Golfo di Olbia, progettato dall'arch. Giovanni Michelucci con Quart Progetti e sua ultima opera (1990); il Centro Commerciale Terranova, progettato dall'arch. Aldo Rossi; il Museo Archeologico Nazionale (Museo del Mare), progettato dall'arch. Giovanni Maciocco; il Complesso commerciale e residenziale Agorà in viale Aldo Moro, progettato dall'arch. Dante Benini (1995-2000); l'ampliamento dell'aeroporto Costa Smeralda (2004), progettato dall'arch. Willem Brouwer con la consulenza grafica del Bureau Mijksenaar. La città è dotata di due ospedali Civili (Nosocomio San Giovanni di Dio in viale Aldo Moro e nosocomio Giovanni Paolo II in via Bazzoni - Sircana ), è sede locale dell'Agenzia delle Entrate, sede staccata del Tribunale di Tempio Pausania, dell' Azienda Sanitaria Locale (ASL) n. 2 di Olbia (che accorpa dal 1996 le precedenti ASL n. 3 di Tempio e n. 4 di Olbia e con competenza estesa all'intera provincia), della Capitaneria di Porto, dell'Autorità del Porto di Olbia-Golfo Aranci, dell'Area Marina Protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo (comprendente territori situati nei comuni di Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro), nonché sede degli uffici previdenziali (INPS - che dal 15\11\2007 ha attivato la Direzione Provinciale) e del Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Dal 2005 vi è stata insediata la sede provvisoria della Provincia di Olbia-Tempio (dapprima nella sede della Comunità Montana "Riviera di Gallura" in via Nanni, quindi nella nuova sede, sempre in via Nanni), dove attualmente ha sede la presidenza e dove si riuniscono la Giunta e il Consiglio dell'Ente.

Mappa delle lingue parlate in Gallura

Lingua e dialetti

La lingua più parlata in città è l'italiano. Accanto ad esso, la città rappresenta una vera e propria isola dialettale logudorese, seppure con caratteristiche del tutto locali, in Gallura: infatti il logudorese locale, l'olbiese, vanta ad Olbia numerosi parlanti. In particolare, si presenta un continuo contatto tra il dialetto logudorese locale (terranoesu) e il dialetto gallurese, tanto che, negli anni, vi è stata una forte influenza del lessico gallurese su quello terranovese ("sa copulada" in olbiese, "la cuppulata" in gallurese, "su tostoine" in logudorese; italiano "la tartaruga". "Su colzu" in olbiese, "lu colciu" in gallurese, "siscuru" in logudorese; italiano "poverino" etc). Oltretutto le varie comunità di cittadini provenienti da altre parti della Sardegna, in particolar modo quelle buddusuine e bittesi, mantengono, soprattutto al livello familiare, l'uso del loro dialetto. Secondo recenti stime, il 62% degli abitanti di Olbia parla una variante locale, e tra questi il 44,6% afferma di avere una competenza attiva del sardo, mentre la competenza attiva del gallurese si riduce al 39%. Molte famiglie olbiesi, tuttavia, hanno una competenza attiva sia del dialetto logudorese-olbiese sia del dialetto gallurese: parlano logudorese-terranovese in città, gallurese con gli altri abitati della Gallura.[senza fonte] Nonostante questa notevole ricchezza linguistica, a differenza di altre aree della Sardegna più isolate,le quali hanno mantenuto l'uso del sardo utilizzato in ogni ambito della vita quotidiana, Olbia vanta un'apertura con il continente e con tutto il resto del mondo decisamente superiore, cosicché, nel bene e nel male, i suoi abitanti, specialmente le nuove generazioni, utilizzano sempre meno le lingue locali, concentrandosi nell'uso della lingua italiana e nel perfezionamento delle principali lingue straniere, soprattutto dell'inglese. ciò nonostante l'apertura culturale della città ha fatto si che provvidesse all'apertura di uno sportello linguistico ("uffitziu de sa limba sarda"), che permette di rafforzare la conoscenza e la diffusione delle parlate locali anche tra le giovani generazioni esplicitamente interessate al recupero della lingua locale, la cui scomparsa sarebbe una sconfitta culturale irrimediabile. Questo tipo di uffici, finanziati dalla legge 482/99 sulla tutela della minoranze linguistiche,rappresentano attualmente una importante realtà sulla valorizzazione della lingua sarda sia nelle sue variante locali, sia nella variante ufficiale LSC(Limba sarda Comuna). Essi mirano ad un uso sempre maggiore della lingua sarda nella vita pubblica, nei mass-media,nella vita familiare, ma soprattutto nella scuola,dove oltretutto in altre zone della Sardegna è già stata avviata anche la sperimentazione dell'insegnamento come lingua veicolare. Riguardo a quale sia la causa dell'uso del logudorese in città, è molto probabile che, poiché durante il XVI e XVII secolo essa si trovava in stato di semi-abbandono a causa delle pestilenze che infestavano le zone costiere, l'isolamento dal resto della Gallura, dove andavano stanziandosi numerosissime famiglie provenienti dalla vicina Corsica, favorì il mantenimento del logudorese, che si è protratto fino ai nostri giorni.

Amministrazione

Sindaco: Giovanni Maria Enrico Giovannelli (FI) dal 29/05/2007 (1º mandato)
Centralino del comune: 0789 52000
Posta elettronica: presidente@comune.olbia.ss.it

Alle elezioni del 27 e 28 maggio 2007 Gianni Giovannelli è stato eletto Sindaco della città. Le elezioni hanno visto la netta affermazione del centrodestra con oltre il 67% dei voti. Succede a Settimo Nizzi, che ha guidato un'amministrazione di centrodestra per circa dieci anni.

I porti turistici

I principali porti turistici nel comune di Olbia sono: Olbia, Porto Rotondo, Portisco, Poltu Quadu.

Stazione marittima nel porto Isola Bianca

Trasporto marittimo

Il porto dell'Isola Bianca assicura i collegamenti quotidiani con la Penisola ed è il primo porto italiano per traffico passeggeri(escludendo porti con tratte a breve raggio). Grazie alla sua posizione geografica che ne fa uno dei punti più vicini alla Penisola, costituisce il principale punto di collegamento con il continente italiano dal quale dista meno di 300km. Tale distanza viene coperta dai moderni traghetti veloci in circa cinque ore e mezza. Il porto è collegato alla rete viaria extraurbana con un tunnel e strade sopraelevate. L'autorità portuale comprende anche lo scalo di Golfo Aranci e Porto Torres, distanti rispettivamente 16 e 120 chilometri.

Lo scalo portuale collega quotidianamente la Sardegna con i porti continentali di:

Torre di controllo dell'aeroporto di Olbia

Trasporto aereo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Olbia.

L' aeroporto, chiamato Olbia-Costa Smeralda, recentemente ampliato e riammodernato, è considerato [3] uno dei più importanti e all'avanguardia del Paese. Nel 2006 sono stransitati 1.765.507 passeggeri classificandosi come secondo aeroporto isolano, (fonte ENAC). La sua torre di controllo è la terza in Italia per modernità, grandezza e tecnologia. È collegato con le città di Bari, Brescia, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino, Venezia e Verona dalle compagnie Meridiana (con sede Olbia), Alpi Eagles, Easyjet, Air Italy e Airvallee.

Oltre ai collegamenti nazionali vi sono quelli internazionali: la compagnia TUIfly collega Olbia tutto l'anno con Amburgo, Berlino, Colonia, Düsseldorf, Francoforte, Hannover, Stoccarda, la compagnia Easyjet collega Londra, Milano Berlino, Basilea e Ginevra. La compagnia Meridiana effettua voli verso Parigi e, in estate, verso Londra. A questi si aggiungono altri voli per le principali capitali e località europee.

Stazione dei treni di Olbia

Trasporto ferroviario e stradale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Olbia.

Olbia è collegata con Golfo Aranci e Cagliari dalla Ferrovia Cagliari-Golfo Aranci Marittima, è inoltre possibile raggiungere Sassari e Porto Torres attraverso la diramazione che parte da Chilivani.

La strada Statale 131 dcn (4 corsie) la collega a Nuoro e a Cagliari via Abbasanta, mentre le strade statali per Sassari (SS199/SS597 E840), Tempio Pausania (SS127) e Palau passando per Arzachena (SS125 Orientale Sarda), tutte a una sola corsia per senso di marcia, collegano la città con il resto della Gallura e del nord Sardegna.

Distanze stradali

Altri Trasporti

Il trasporto pubblico cittadino e i collegamenti con le frazioni sono assicurati dall'ASPO (azienda dei servizi pubblici di Olbia), mentre i collegamenti automobilistici con gli altri centri del territorio sono effettuati dall'ARST (azienda regionale sarda trasporti). Altri operatori privati operano con linee in concessione.

Economia

Oggi Olbia è il principale centro economico della Gallura e del nord-est della Sardegna (la mitilicultura, centri commerciali (Auchan e Terranova), industrie alimentari (A's Do Mar, anche se precedentemente si produceva tonno in scatola a marchio Palmera, rilevato dal Bolton Group e ora prodotto a Cermenate), del granito, settore nautico e sede delle aziende più importanti, come la compagnia aerea Meridiana, è situata a meno di 30km dalla Costa Smeralda, zona turistica conosciuta in tutto il mondo, della quale è il principale centro di servizi. Importante polo logistico Regionale del marchio Eurospin con oltre 20.000 m2 di superficie coperta e con oltre 40 punti vendita in tutta la Sardegna.

Processione di San Simplicio durante la festa del 15 maggio

Feste ed eventi

La festa del santo patrono di Olbia e della Gallura, San Simplicio, si celebra il 15 maggio, seguendo il tipico programma delle feste paesane. Alle celebrazioni religiose che iniziano nove giorni prima, si affiancano varie iniziative culturali, sportive, e intrattenimenti profani(quali concerti, fuochi d'artificio e giostre). In questa occasione viene anche offerto un assaggio gratuito del principale prodotto ittico: i mitili.

A cavallo della festa del santo patrono San Simplicio, si svolge un importante evento automobilistico, il WRC Rally d'Italia Sardegna, sesta prova del Campionato del mondo rally che si disputa sugli sterrati del centro-nord della Sardegna dal 15 al 18 maggio.

Nel mese di luglio viene organizzato sull'isola di Tavolara il festival cinematografico "Una notte in Italia" che vede la presenza di attori e registi di primo piano del cinema italiano ed estero.

Centro Storico

Principali luoghi di ritrovo pubblici

Il Parco Fausto Noce, con i suoi 18 ettari è il parco urbano più grande della Sardegna, classificatosi nel 2005 come secondo miglior progetto per il verde in Italia. Altri luoghi di ritrovo sono:

  • Corso Umberto I, la via storica dello shopping cittadino.
  • Centro storico.
  • Corso Vittorio Emanuele, con varie piazze, zone verdi, alcuni bar.
  • Viale Isola bianca, con zone verdi e passeggiata.
  • Porto turistico.
  • Viale Principe Umberto.
  • Viale Aldo Moro, la moderna via dello shopping.
  • Cinema teatro Olbia con due sale cinematografiche.
  • il nuovo teatro sul golfo, ultima opera dell'arch. Giovanni Michelucci.
  • Parco di zona Bandinu.
  • Museo archeologico nazionale.
  • Il nuovo lungomare.
  • Il bowling con 8 piste, sala giochi e bar.
  • Discoteche e altri locali notturni.
Olbia, chiesa di San Paolo

Parrocchie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Basilica di San Simplicio.

Le chiese storiche della città sono la Basilica di San Simplicio e la Chiesa di San Paolo.

Le chiese campestri sono: chiesa di San Vittore, di Nostra Signora di Cabu Abbas, di Santa Lucia, dello Spirito Santo, chiesa di Sant'Angelo, chiesa di Santa Mariedda.

Quelle moderne: la chiesa della Sacra Famiglia, della Madonna de La Salette, chiesa di Sant'Antonio, Chiesa di Poltu Quadu.

Rally di Sardegna - Sardinia Rally 2006

Sport

Dal 2004 ospita il Rally d'Italia - Sardinia, prova valida per il campionato mondiale Rally WRC. Il rally, molto spettacolare, percorre gli sterrati galluresi e del Monte Acuto. L'edizione del 2008 ha preso il via il 15 e si è conclusa il 18 maggio con la vittoria di Sebastien Loeb. L'edizione 2009 si è svolta dal 21 al 24 maggio, con la cerimonia di partenza che si è tenuta, dopo una breve sfilata in città, davanti al palazzo municipale di Olbia. Dal 1978 negli sterrati Galluresi e quelli intorno alla città si corre il Rally Costa Smeralda, giunto ormai alla 26° edizione. Intorno alla città si corre anche il Rally Città di Olbia, giunto nel 2009 alla sua quinta edizione, avente validità per il trofeo delle isole (Sardegna-Corsica). Il 13 luglio 2009 ha ospitato il Gran Premio di Sardegna di Supermotard, quarta prova del Campionato del Mondo Supermoto S1, disputatosi al Porto industriale. Il 2 maggio 2007 ha ospitato la partenza della prima tappa del Mondiale di cross-country, con partenza dalla piazza Crispi.

Il 9 febbraio del 2005, lo stadio Bruno Nespoli di Olbia ha ospitato l'incontro di calcio tra le nazionali Under 21 di Italia e Russia, gli azzurrini hanno sconfitto i pari età Russi per 2 a 1.

Philippe Casado vince la tappa di Olbia del giro d'Italia 1991

. Il 26 maggio 1991 la 1^ tappa del Giro d'Italia 1991 si è conclusa ad Olbia con la vittoria del francese Philippe Casado. Il ciclista, nato in Marocco, ma di nazionalità francese, morì prematuramente all'età di 30 anni nel corso di una partita di rugby a Saint-Estève, nella regione di Perpignan, nel 1995. Nel 1992 si è disputato il campionato italiano di ciclismo con la vittoria di Marco Giovannetti. La squadra ciclistica più importante di Olbia è la Società Ciclistica Terranova che, dal 1951, ha conquistato centinaia di vittorie e decine di campionati regionali. Il Gruppo Sportivo Fancello Cicli Terranova ha conquistato nella Categoria Master il Campionato del Mondo 2006 con Nico Mu e il Campionato Italiano della Montagna 2006 con Alessandro Fancello.

Nel 2005 la palestra del Maestro Mario Rama ha riportato il primo posto, categoria principianti, ed il secondo ed il terzo categoria esperti nel Campionato italiano di difesa personale svoltosi nella città di Alessandria. La squadra di Baseball è l'Olbia Rockets che milita nel campionato di serie C2 regionale. Per il basket la Forus Basket Olbia conosciuta come Santa Croce milita in B2, mentre la seconda squadra è la Pallacanestro Olimpia ha militato con buoni risultati in C1, ma a che ha seguito della perdita dello sponsor, è dovuta ripartire col settore giovanile dalla serie D regionale. A seguito dei risultati raggiunti nella stagione 2007/2008, L'Olimpia riacciuffa la C2 dopo solo un anno di permanenza tra i dilettanti. Olbia è anche la città di adozione del cestista Luigi Datome che ha militato nella Forus, e che ora milita tra le file della Virtus Roma e nella Nazionale italiana.

La squadra di calcio è l'Olbia Calcio che gioca nel campionato di II divisione nazionale ( ex serie C2). L'altra squadra maschile è il Tavolara Calcio è stata promossa nel campionato di serie D. Altre squadre sono il Porto Rotondo militante in Eccellenza Regionale mentre Audax Olbia e Olbia '05 militano in II° categoria. Nel calcio femminile l'Olbia milita in A2, mentre la Gruppo A disputa il campionato di Serie B.

La squadra di pallavolo Meridiana Pallavolo Olbia disputa il campionato nazionale di serie B1, mentre la squadra femminile, partecipa al campionato regionale di serie C. Importantissimi per la città i risultati raggiunti nel pugilato dal pugile olbiese "Simone Maludrottu", attuale campione europeo di "pesi gallo". Nel 2005, a Londra, il Jūdōka e maestro olbiese "Efisio Mele" vince la medaglia d'argento ai Campionati Europei di Jūdō master, mentre nel 2006, a Tours, diventa Campione Mondiale di Jūdō nella stessa categoria (M4, kg 60). Il 21 luglio 2007 allo stadio Angelo Caocci si è svolto, per la prima volta in città, il 21° meeting di Atletica Leggera Terra Sarda.

Negli anni 2003 e nel 2004 si sono disputate, nelle acque prospicienti il molo Benedetto Brin, nel golfo interno, le prove del campionato mondiale di moto d'acqua. Nel 2005 il Geovillage Tennis Team a vinto lo scudetto di Serie A. Prima volta per una societa' sarda. Nei campionati di scacchi sono presenti due squadre, la prima che milita in A2, la seconda in serie B. Tra i giocatori di punta, ricordiamo uno su tutti Giampaolo Buchicchio, due volte campione italiano under 20 (2002; 2003) e Maestro FIDE, titolo raggiunto solo da un altro sardo, Gianlazzaro Sanna di Cagliari. Il circolo Scacchi Olbia, ha visto la squadra arrivare a giocare, prima tra le sarde, nella serie A1 del Campionato Nazionale a Squadre nel 2005.

Tramonto sul golfo di Olbia

Date da ricordare

Nel mese di agosto del 1989, in un violento rogo, sviluppatosi nella frazione di San Pantaleo, morirono 13 persone.

Nel mese di agosto 1993 sempre per un altro incendio, 3 persone persero la vita nella localita di Sos Aranzos a pochi chilometri da Golfo Aranci

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

In base ai dati del censimento 2001 nel Comune di Olbia sono stati rilevati 45.366 abitanti residenti, dei quali 37.694 abitanti (pari all'83%) nella città di Olbia. Le rimanenti località abitate del territorio comunale sono San Pantaleo con 680 abitanti, Berchiddeddu con 500, Pittulongu con 446, Murta Maria con 419, Rudalza con 364, Porto Rotondo con 337, Porto Istana con 150, e Li Cuncheddi con 49 abitanti, mentre la restante popolazione sparsa ammonta a 4.727 unità (di cui 2.627 nell'intorno di Olbia).

Frazioni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Porto Rotondo, Portisco e San Pantaleo.

Rudalza è un piccolo centro abitato di 700 abitanti situato nella costa Nord-orientale della Sardegna. Frazione del comune di Olbia sotto il nome di Rudalza-Porto Rotondo. Si estende tra la parte occidentale del golfo di Cugnana e il golfo di Marinella. Punto di passaggio lungo la via per il centro turistico di Porto Rotondo, il luogo è caratterizzato dalla mancanza di un vero e proprio centro, ma è dotato di scuole elementari, una chiesa, un supermercato, un'edicola, un distributore di benzina e diversi bar e ristoranti.

Rudalza è raggiungibile anche con la ferrovia, sulla linea Olbia - Golfo Aranci. Il piccolo centro gode di una posizione vicino al mare, in campagna, a 3 km dalla località turistica di Porto Rotondo, a 9 dalla città di Olbia e altrettanti dal paese di Golfo Aranci.

Altre frazioni di Olbia sono San Pantaleo, paesino incastonato tra le rocce di granito e vicinissimo alla Costa Smeralda, Berchiddeddu, Murta Maria, Pittulongu, tutte di notevole interesse e sviluppo turistico. Appartengono altresì al comune di Olbia: l'isola di Tavolara e l' isola di Molara.

Il quartiere Poltu Quadu

Quartieri

I nomi delle principali zone di Olbia:

  • San Nicola;
  • Zona Bandinu;
  • Ospedale;
  • Sa Minda Noa;
  • Poltu Quadu;
  • Gregorio;
  • Centro Storico;
  • Putzolu;
  • Santa Mariedda;
  • Maltana;
  • Le Saline;
  • Osseddu;
  • Santa lucia;
  • Pinnacula;
  • Zona Baratta;
  • Sacra Famiglia;
  • Sa Marinedda;
  • Isticadeddu;
  • Tilibbas;
  • Tannaule (Nuovo ospedale);
  • Olbia 2;
Olbia, spiaggia di Spalmatore di terra a Tavolara

Spiagge principali

A nord di Olbia, tra Porto Rotondo, Cugnana e Portisco si trovano le spiagge di: Cugnana, Rena Bianca, Razza de Juncu (condivisa con Arzachena), Spiaggia dei Sassi, Spiaggia delle Alghe, Spiaggia Ira, Marinella (condivisa con Golfo Aranci).

Nella frazione di Pittulongu: spiaggia di Bados, Mare e Rocce, spiaggia del Pellicano, dello Squalo, spiaggia La Playa

A sud di Olbia si si trovano: Lido del Sole, Le Saline, Marina Maria, Bunte, Porto Istana, Li Cuncheddi, Capo Ceraso, Spalmatore di terra (isola di Tavolara)

Foce del rio Padrongianus. Sullo sfondo il nuovo ospedale San Raffaele

Luoghi di pregio naturalistico e specialità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Area naturale marina protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo e Tavolara.
  • Parco fluviale del Padrongianus.
  • Area semi lagunare del golfo interno, ove vengono raccolte nelle apposite aree in concessione (stabulari) le pregiate cozze locali.
  • Area marina protetta di Tavolara-Punta Capo Coda Cavallo (condivisa con Porto San Paolo e San Teodoro).
  • Monte Pinu (condiviso con altri comuni limitrofi).
  • Monte Plebi (condiviso con Arzachena).
  • Monte Cugnana.
Golfo di Olbia, il vecchio faro.

Licei, scuole medie superiori, università

  • Liceo Classico-Linguistico Gramsci,
  • Liceo Scientifico Mossa,
  • Liceo Artistico,
  • Istituto Tecnico Statale Panedda,
  • Istituto Tecnico Statale Deffenu,
  • Istituto Professionale Statale Agricoltura e Ambiente (I.P.A.A.) Amsicora,
  • Istituto Professionale Statale Industria e Artigianato (I.P.I.A.) Amsicora.
  • È sede del corso di laurea in Economia e imprese del Turismo della facoltà di Economia dell' Università di Sassari.

Personalità legate ad Olbia

  • Astro Mari (Olbia 23 gennaio 1911, Roma 22 agosto 1988), paroliere Olbiese autore di famose canzoni come: Bruna isolana, Il Valzer della fortuna, Piccola Santa, cantate da artisti come Claudio Villa, Nilla Pizzi, Luciano Tajoli, Natalino Otto;
  • Luigi Marielli, (Olbia, 1958) è il chitarrista del gruppo dei Tazenda.
  • Francesco De Rosa (1854, 1938) Insegnante, studioso di tradizioni popolari, autore di testi come: Tradizioni popolari di Gallura (1899), I poeti terranovesi (1901), Uso dei nuraghi (1909);
  • Giovanni Maciocco (1947) è un architetto e ingegnere italiano. Si laurea in Ingegneria a Pisa (1970) e in Architettura a Firenze (1974). Ha insegnato presso l’Università di Pisa, il Politecnico di Bari, l’Università degli studi di Cagliari e l'Università degli Studi di Sassari, dove attualmente è docente ordinario di Pianificazione Territoriale. È preside della Facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Sassari, con sede in Alghero - presso la quale dirige il Dipartimento di Architettura e Pianificazione. I progetti di Giovanni Maciocco sono stati pubblicati in diversi volumi e presentati in esposizioni di carattere sia nazionale che internazionale, tra cui: - VI Biennale Internazionale di Architettura di Venezia. “L’Architetto come sismografo. Sensori del futuro” - Cinquantenario del CIAM. Congresso internazionale di architettura moderna. - 50 New Italian Architecture. Two generations face to face. Mostra itinerante. Graz - Praha - Berlin - Rotterdam - Barcelona - New York - Paris;
  • Dionigi Panedda (1916, 1989), nacque a Bitti ma trascorse buona parte della sua vita ad Olbia. Insegnante, studioso di storia e archeologia, ha pubblicato numerosi libri sulla storia di Olbia e della Gallura, i più importanti: Olbia nel periodo punico e romano; l'agro di Olbia nel periodo preistorico, punico e romano; Olbia attraverso i secoli; Il giudicato di Gallura: curatorie e centri abitati;
  • Giuseppe Sotgiu (1902, 1980) avvocato, giurista, presidente della Provincia di Roma e quindi sindaco di Olbia, nel 1946 fu candidato alla costituente;
  • Simone Maludrottu (1978), pugile, Campione Europeo dei pesi gallo dal 2004 (EBU Federation), ha finora difeso il titolo 8 volte. Il 10 gennaio 2008 a Osaka (Giappone), ha perduto con onore la sfida mondiale (WBC Federation) contro il giapponese Hozumi Hasegawa;
  • Gustavo Giagnoni (1933) Calciatore di buon livello negli anni 50 e 60, milita nell'Olbia, Reggiana e Mantova, diviene allenatore di club prestigiosi come Torino (che porta ad un passo dallo scudetto nella stagione 1971-1972), Roma, Bologna, AC Milan e Cagliari;
  • Piero Livi (1925) Regista cinematografico, autore di film come Pelle di bandito (1969), Dove volano i corvi d'argento (1977), Sos laribiancos, (2001) e Maria si, (2005);
  • Andrea Degortes, detto Aceto (1943) è un ex fantino italiano vincitore, numerose volte, del palio di Siena
  • Gian Piero Scanu, (1953) Più volte sindaco di Olbia, Deputato e Sottosegretario nel Governo Prodi dal 2006 al 2008
  • Battista Bardanzellu (1885, 1956), politico e partigiano antifascista
  • Mario Cervo (1929, 1997) Produttore discografico e dirigente sportivo.
  • Luigi Datome (1987),Cestista Italiano nato a Belluno ma cresciuto ad Olbia.Attualmente milita nella Lottomatica Roma ed ha preso parte al Raduno Azzuro nel 2007.
  • Pietro Bonannini, Aviatore, pluridecorato, eroe della seconda guerra mondiale.

Bibliografia

  • PANEDDA, Dionigi. (presentazione di LILLIU, Giovanni). Olbia nel periodo punico e romano. Roma: 1953; ristampa Sassari: Delfino, 1987
  • PANEDDA, Dionigi. Olbia attraverso i secoli. Cagliari: Fossataro, 1959
  • PANEDDA, Dionigi. (presentazione di LILLIU, Giovanni). L'agro di Olbia nel periodo preistorico, punico e romano. Sassari: Delfino, 1987
  • PANEDDA, Dionigi. Olbia e il suo volto. Sassari: Delfino, 1989
  • NAVONE, Marco. PORCU GAIAS, Marisa. Da Terranova ad Olbia: storia, memoria, mutazione di un ambiente urbano tra 800 e 900. Nuoro: Ilisso, 1990
  • ANTONA, Angela. CAPRARA Roberto. DONEDDU, Giuseppe. D'ORIANO, Rubens. LO SCHIAVO, Fulvia. SANCIU, Antonio. Olbia e il suo territorio: storia e archeologia. Ozieri: Il Torchietto, 1991
  • PANEDDA, Dionigi. I nomi geografici dell'Agro Olbiese: toponimi dei territori comunali di Golfaranci, Loiri, Portosanpaolo, Telti, Olbia. Sassari: Delfino, 1991
  • MORETTI, Pietrina. Olbia: testimonianze di vita. Sassari: Stampacolor, 1992
  • D'ORIANO, Rubens (et.al.) Contributi su Olbia punica. Sassari: Chiarella, 1991
  • MASTINO, Attilio, RUGGERI, Paola (a cura di). Da Olbìa ad Olbia. 2500 anni di una città mediterranea, Vol.1, Olbia in età antica. Sassari: Chiarella 1996; ristampa Sassari: Edes, 2004
  • TOGNOTTI, Eugenia (a cura di). Da Olbìa ad Olbia. 2500 anni di una città mediterranea, vol.3, Olbia in età contemporanea. Sassari: Chiarella 1996; ristampa Sassari: Edes, 2004
  • TOGNOTTI, EUGENIA, Una città e la sua festa. La sagra di San Simplicio nella storia di Olbia. Sassari: Edes,1997
  • SANCIU, Antonio. CANU, Alba. MASTINO, Attilio. LO SCHIAVO, Fulvia. Una fattoria d'età romana nell'agro di Olbia. Pubblicazione del Dipartimento di Storia dell'Università degli Studi di Sassari. Sassari: Boomerang, 1997
  • BANDINU, Bachisio. MURINEDDU, Giovanni. TOGNOTTI, Eugenia. Olbia città Multietnica. Cagliari: AM&D, 1997
  • Olbia e Golfo Aranci: guida ai monumenti, visita della città, itinerari archeologici nel territorio. Sassari: Isola Editrice, 2000
  • Gli studi su Terranova/Olbia nel Medioevo di Corrado Zedda, Dottore di ricerca in Storia Medioevale:
    • Le città della Gallura medioevale. Commercio, società e istituzioni, nella collana University press, Ricerche Storiche, casa editrice CUEC, Cagliari 2003 (Prefazione di Barbara Fois)
    • L’ultima illusione mediterranea. Il Comune di Pisa e il Giudicato di Gallura nell’Età di Dante, Cagliari 2006
    • Commerci e strutture portuali nella Sardegna medievale. Grandi scali e centri minori, in Quaderni Medievali n° 48, Edizioni Dedalo Bari (1999), pp. 35-62
    • Sopravvivenze istituzionali, burocratiche ed economiche giudicali – pisane nelle città della Gallura aragonese, in "Atti del XVII Congresso di Storia della Corona d'Aragona, Barcellona - Lerida 7-12 settembre 2000", Barcelona 2003, vol. III, pp. 189-207
    • La fondazione della città di Terranova e la riorganizzazione della Gallura pisana fra XIII e XIV secolo, in Il tesoro delle città. Strenna dell’Associazione Storia della Città, anno III – 2005, Roma 2006, pp. 577-600
  • FARNETI Vittorio. "Terranova Pausania e i segni che sfuggono" Delfino Editore dicembre 2005

Note

  1. ^ Dato Comune di Olbia al 12.01.2010
  2. ^ art. 6 dello Statuto approvato con DCP n. 38 del 14.06.2007
  3. ^ http://www.enac-italia.it/APT_SUD/intro.htm Fonte Enac

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