|
Article on other languages: |
Un imprenditore è una persona o un ente che istituisce o gestisce un'attività economica d'impresa. Le norme che definiscono la figura dell'imprenditore e che disciplinano le attività imprenditoriali - sebbene presentino dei tratti comuni - differiscono, ovviamente, da paese a paese.
L'imprenditore nel diritto italianoIn Italia viene definito imprenditore (a norma dell'articolo 2082 del Codice Civile - Libro V, Titolo II, Capo I, Sezione I):
Il codice civile parla di "imprenditore" e non di impresa; l'impresa, sostiene la dottrina, è il frutto dell'attività che dall'imprenditore sortisce: una definizione mediata, dunque, come accade per il lavoro subordinato, di cui non esiste definizione giuridica esplicita mentre c'è quella di lavoratore subordinato. La definizione presente nel codice risente di un forte influsso dell'indirizzo economico, tra i diversi orientamenti esistenti al momento della redazione del codice. In merito alla definizione giuridica di imprenditore vanno sottolineati alcuni aspetti:
Importante quanto difficile da individuarsi è il momento in cui inizia e termina l'attività di impresa: al momento risulta sterile la disquisizione fatta in passato circa la distinzione tra atti di organizzazione e atti di impresa vera e propria. L'attitudine ad affrontare il rischio è un elemento specifico dell'attività imprenditoriale: l'imprenditore (perlomeno nella piccola impresa) deve spesso mettere in gioco la propria sicurezza economica e finanziaria pur di mettere in pratica la propria idea, profondendo nella realizzazione del progetto imprenditoriale gran parte delle proprie risorse economiche e temporali. L'imprenditore in economiaIn ambito economico, la figura dell'imprenditore contribuisce a sviluppare nuovi prodotti, nuovi mercati o nuovi mezzi di produzione. Nelle economie industrializzate del tardo XX secolo la costituzione di imprese di grandi dimensioni ha ampiamente rimpiazzato il tradizionale rapporto fra singolo proprietario e amministratori dell'azienda. Cenni storiciLe prime citazioni del termine imprenditore si ebbero in Europa intorno al Cinquecento. Con questo nome venne ribattezzato il capitano di ventura che ingaggiava truppe per servire i fabbisogni di principi e di potenti. Nel Settecento la figura dell'imprenditore assunse i connotati moderni, dato che nel campo agricolo il proprietario terriero, in quello manufatturiero chi produceva merci da distribuire, in quello pubblico l'impresario che realizzava infrastrutture vennero chiamati imprenditori. Dalla metà del Settecento, anche la letteratura iniziò ad interessarsi a questa nuova figura, con alcuni considerevoli saggi quali l'Essai sur la nature du commerce en général (1755) di Richard Cantillon e le Réflexion sur la formation et la distribution des richesses (1766) di Anne Robert Jacques Turgot. Altre due caratteristiche dell'imprenditore tipo furono al centro delle indagini degli studiosi dell'Ottocento e dei primi del Novecento: Jean-Baptiste Say nel suo Traité d'économie politique (1803), descrisse il ruolo centrale assunto da questa figura nel mondo del capitale, della produzione, del commercio e del consumo; Joseph Schumpeter nel 1912 si occupò della funzione di innovazione nei fattori produttivi apportata dalla figura dell'imprenditore. Sulla origine della figura imprenditoriale si sono formulate varie teorie, quali ad esempio una congiuntura favorevole economica, sociale, produttiva, oppure la necessità di affermazione e di riconoscimento ottenibili solo nel campo economico da parte di minoranze discriminate, oppure un rapporto decisivo fra l'etica calvinista-protestante e lo spirito d'iniziativa tipico dell'imprenditore[2]. Note
Bibliografia
Voci correlate |
This article is from Wikipedia. All text is available under the terms of the GNU Free Documentation License.