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Le Esternalità si verificano quando l'azione di un soggetto causa delle conseguenze (positive o negative) nella sfera di altri soggetti, senza che a questo corrisponda una compensazione in termini monetari (ovvero venga pagato un prezzo definito attraverso una libera contrattazione di mercato). In questo senso, un'esternalità è un bene per il quale non esiste un prezzo di mercato. Perché si parli di esternalità occorre che essa derivi da una azione non itenzionale: un agricoltore che coltivando migliora il paesaggio agricolo produce una esternalità positiva, mentre un individuo che cura il suo orto per il piacere del vicinato non produrrà alcuna esternalità. L'esternalità è quindi l'effetto di una transazione fra due parti che ricade verso una terza (soggetto esterno), che però non ha avuto alcun ruolo decisionale nella transazione stessa. In particolare esistono:
Nel caso di esternalità di tipo negativo, che quindi svantaggiano un operatore non interessato alla transazione, le loro cause possono essere di natura:
Gli effetti negativi spesso agiscono a più livelli sul paesaggio, sulla qualità degli ecosistemi, sulla biodiversità e sulla salute dell'uomo, e ovviamente sugli altri operatori economici non coninvolti nella transazione. Il problema è spesso di difficile soluzione in quanto l'attribuzione di responsabilità verso chi causa il danno ambientale non è sempre di facile applicazione. Un tipo particolare di esternalità: il "traffico di una rete"Quando un tratto di rete (stradale ma anche rete informatica) è saturo, ciascun utente che lo utilizza causa un rallentamento del servizio per tutti gli altri utenti. Impone agli altri un "costo sociale" o, per utilizzare la terminologia degli economisti, una "esternalità". Questo costo, nella migliore delle ipotesi, è esprimibile in termini di tempo perso nell'attesa. In alcuni casi, inoltre, la congestione della rete rende non disponibile un determinato servizio. Per esempio, le applicazioni in tempo reale, o le applicazioni interattive, necessitano di tempi di comunicazione estremamente rapidi che non sono realizzabili in regime di congestione. Il problema dei costi sociali (qui, i costi di congestione) di una azione individuale (in questo caso, la domanda per un servizio di rete) è assai generale, e gli economisti lo hanno studiato da lungo tempo. La soluzione tariffaira, in grado in principio di arrecare vantaggio a tutti i soggetti coinvolti, consiste nel far pagare all'utente un prezzo per il servizio che tenga conto del costo imposto agli altri. Sempre nel gergo degli economisti, è necessario far pagare le risorse utilizzate in modo da "internalizzare le esternalità". Per Internet, che si paga per lo più in modo forfettario, questo non avviene. L'utente non paga in funzione delle condizioni di congestione della rete, e quindi non tiene conto del "costo sociale" implicito nell'utilizzo dei servizi di rete, e inoltre il costo della connessione a Internet è in larga misura svincolato dall'utilizzo che se ne fa. Voci correlate
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