Carcharhinus leucas

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Squalo Leuca

Squalo Leuca
Stato di conservazione
Basso rischio (nt)
Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Chondrichthyes
Ordine: Carcharhiniformes
Famiglia: Carcharhinidae
Genere: Carcharhinus
Specie: C. leucas
Nomenclatura binomiale
Carcharhinus leucas
Nomi comuni

Carcarino, Squalo Leuca,
Squalo dello Zambesi

Areale

Partecipa al Progetto:Forme di vita

Carcharhinus leucas, conosciuto comunemente come carcarino, squalo leuca o squalo dello Zambesi, è una specie di squalo potenzialmente pericoloso per l'uomo, spesso confuso con lo squalo toro (anche a causa del suo nome inglese, Bull shark, spesso maldestramente tradotto alla lettera[1]). Il carcarino ha la capacità, unica tra gli squali, di poter vivere in acqua sia dolce che salata. La specie è minacciata dalla pesca intensiva.

Indice

Descrizione

Lo squalo leuca presenta un corpo massiccio. Ha una testa arrotondata con occhi piccoli, pinna dorsale triangolare, talvolta falciforme: la sua origine è di norma appena dietro le pinne pettorali. La cresta interdorsale è assente. Il colore può variare dal pallido al grigio scuro, con le punte delle pinne più scure, anche se non particolarmente marcate.

Diffusione e habitat

È uno squalo principalmente tropicale e subtropicale, che raramente si spinge verso acque temperate. Lo si può incontrare spesso in acque costiere, anche basse. Il suo fisico sopporta elevatissime variazioni del gradiente salino, e per questo si può facilmente trovare in acque dolci, dove può tranquillamente vivere e riprodursi.

Sono state registrate migrazioni di 2800 chilometri nel Mississippi, e di oltre 4000 chilometri nel Rio delle Amazzoni. Nel lago Nicaragua, poi, vive stanzialmente una popolazione di questo squalo, che prende il nome di Carcharihnus leucas nicaraguensis. A causa della sua caratteristica di risalire i fiumi, questo squalo è conosciuto anche come squalo dello Zambesi. Tollera bene anche le concentrazioni saline altissime, per cui è possibile incontrarlo anche nelle baie e nelle lagune.

Prede

È un predatore opportunista, che non disdegna alcun tipo di preda. Caccia prevalentemente pesci teleostei e altre razze e squali, arrivando al cannibalismo; non disdegna però tartarughe marine, uccelli e delfini. Per la sua abitudine di nuotare lungo il corso dei fiumi, sono state trovate nel suo stomaco, interi o in parti, prede come polli, galline, gatti, cani, tori, uccelli vari, zebre, giraffe, scimmie e uomini. A questo squalo sono dovute numerose aggressioni fatali all'uomo, spesso portate a termine in acque dolci, a pochi metri dalla costa.

La riproduzione

È una specie vivipara, con sacca placentale. Il periodo di gestazione va da 10 a 11 mesi, e nascono da 1 a 13 individui. La taglia alla nascita è tra 55 e 80 centimetri. I piccoli mostrano un tasso di crescita molto lento. I maschi maturano tra 160 e 230 centimetri, le femmine tra 180 e 230. In media vivono almeno 14 anni.

Le dimensioni

Le femmine possono arrivare a 340–350 cm per 350 chilogrammi di peso. I maschi raramente superano i 300 centimetri. Le misure medie sono 280–300 centimetri per le femmine e 200–250 centimetri per i maschi.

Note

  1. ^ Quello squalo non è un toro! Intervista di Marco D'Amico a Riccardo Sturla Avogadri.

Bibliografia

  • Simpfendorfer, C. & Burgess, G.H. 2000. Carcharhinus leucas. In: 2008 IUCN Red List of Threatened Species. IUCN 2008.

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